Riflessione di sabato 26 maggio 2018

Riflessione di sabato 26 maggio 2018

Solennità della Santissima Trinità

Nell'annuale ricorrenza della solennità della Santissima Trinità, a conclusione del lungo itinerario di spiritualità, ritorna sistematica la domanda: chi è questo nostro Dio, come è in se stesso e come si è rivelato a noi. Di Dio ci ha parlato Gesù Cristo, Figlio di Dio, che ci ha comunicato la sua relazione con il Padre e lo Spirito Santo. Si tratta di un Dio uno e trino, uno nella natura, trino nelle persone. Gesù, quindi, ci rivela tutto di sé stesso, del Padre e dello Spirito Santo. Ci rivela che questo Dio è Amore in sé stesso, è amore nella creazione, è amore nella redenzione, è amore nella santificazione.

Nell'Angelus della solennità della Santissima Trinità del 2009, Papa Benedetto XVI, così spiegò questo mistero: «Quest'oggi contempliamo la Santissima Trinità così come ce l'ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore non nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza: è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale. Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica».

La liturgia della parola di Dio di questa solennità, ci aiuta a comprendere nella fede chi è il nostro Dio e quale è il nostro rapporto con lui, esseri umani limitati nella possibilità di comprendere in pienezza ciò che Egli effettivamente è.
Nel libro del Deuteronomio, troviamo, infatti, questo significativo brano, attinente il mistero dell'unicità di Dio. “Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n'è altro”.
Nel brano della lettera ai Romani, san Paolo ci parla del dono dello Spirito Santo e della sua azione santificante nella vita del credente: “Voi avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria”.
Nel Vangelo di questa solennità, Gesù stesso, conferendo il mandato missionario a suoi discepoli, prima di ascendere al cielo, raccomanda alcune cose fondamentali da fare e soprattutto da credere e professare: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Padre, Figlio e Spirito Santo è il mistero principale della nostra fede, con il quale professiamo che Dio è Uno nella natura e Trino nelle persone. Proprio perché è un mistero, esso come tale non può essere compreso. Ma non per questo è qualcosa d'irragionevole. La ragionevolezza del mistero della Trinità sta nel fatto che esso non afferma l'esistenza di tre dei, bensì di un solo Dio che però è in tre Persone uguali e distinte.

Nel rinnovare la nostra fede nel mistero della Santissima Trinità, con la chiesa che oggi eleva la sua lode e ringraziamento a Dio nella liturgia eucaristica, confermiamo queste verità: “Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio, un solo Signore, non nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle Persone, l'unità della natura, l'uguaglianza nella maestà divina”.

Lettura di domenica 27 maggio 2018

Solennità della Santissima Trinità

 Vangelo : Mt 28, 16-20

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa’ che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone.