Riflessione di venerdì 11 maggio 2018

Riflessione di venerdì 11 maggio 2018

Ascensione del Signore

Dopo quaranta giorni dalla risurrezione, il Signore Gesù ascende al cielo per sedere alla destra del Padre. Ma – c’è un grande e significativo “ma” – lui rimane per sempre con noi nell’Eucaristia e negli altri sacramenti, guidandoci verso di lui ed accompagnandoci in ogni momento della nostra vita.

Qual è il messaggio vero dell’Ascensione del Signore? Quale il suo senso, per noi, oggi?

Il primo. Noi siamo testimoni.
L’ascensione segna la fine della missione terrena di Gesù – e l’inizio della nostra, in ottemperanza al mandato che egli affida ai suoi discepoli, come ci racconta il vangelo di Marco di domenica. Ora siamo noi ad essere suoi testimoni. Cristo ci spinge ad andare per il mondo, con coraggio ed umiltà, proclamando il Vangelo di verità. Allora, dobbiamo fare in modo che Cristo sia amato e servito ovunque, attraverso il nostro modo di vivere.

Il secondo significato è che abbiamo ricevuto doni diversi da Dio.
San Paolo lo dice nella seconda lettura… Egli ha distribuito doni agli uomini per prepararci a compiere il ministero affinché arriviamo tutti all’unita della fede e della conoscenza del Figlio di Dio.
I nostri doni devono essere usati – vanno usati – per la gloria di Dio, per la crescita della Chiesa e per edificare il mondo. Ciascuno di noi deve quindi sforzarsi ad illuminare il mondo intorno a noi con i doni che ci sono stati dati. Ognuno di noi ha ricevuto un dono da utilizzare. Dobbiamo trovarlo, utilizzarlo, donarlo a nostra volta per la gloria di Dio.

Infine, la Promessa:
Prima che Gesù ascendesse al cielo, ci ha promesso il dono dello Spirito Santo, lo spirito dell’amore e della verità. Perché? La missione dello Spirito Santo è quella di aiutarci, rafforzarci e guidarci nel cammino della nostra fede. La nostra vita Cristiana è e sarà certamente piena di prove e tentazioni, e quindi bisogna che lo Spirito ci dia la forza di rimanere fedeli fino alla fine, di continuare a sentire dove è il bene invece che scegliere il male. Perciò, continuiamo a pregare per prepararci alla festa della Pentecoste.

Questo mondo non è la nostra casa eterna: tutte le cose materiali che produciamo o abbiamo qui sulla terra rimangono qui, qui nascono e qui risiedono. Nessuno viene sepolto con i propri soldi, né palazzi, né aziende, né con altre cose materiali di questo tipo – di cui possa beneficiare. È per questo che Gesù ci ha detto di dover ascendere a preparare un luogo per noi; perché qui siamo temporaneamente, solo per un po’ di tempo. Lui è andato a preparare per noi una dimora per la vita eterna, ma noi dobbiamo pregare ogni giorno affinché possiamo essere degni, al termine di questa vita terrena, di condividere con lui la gioia infinita della Casa del Padre.

Lettura di domenica 13 maggio 2018

Ascensione del SIgnore

 Vangelo : Mc 16, 15-20

Dal vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Eleviamo le nostre preghiere alla Beata Vergine delle Grazie, che in questi giorni dimora tra noi: imploriamo la sua intercessione presso il Signore Nostro Gesù Cristo affinché, nel giorno della sua ascensione, ci aiuti a tenere sempre fisso lo sguardo alla meta cui aspiriamo, cioè la partecipazione con lui alla gioia eterna del Paradiso.