Riflessione di venerdì 19 gennaio 2018

Riflessione di venerdì 19 gennaio 2018

III Domenica del Tempo Ordinario

La liturgia della Parola di Dio di questa terza domenica ci dice chiaramente che tutti siamo invitati a convertirci: chi si ritiene santo, chi crede ed è cosciente della sua condizione di peccatore e chi si è allontanato dalla fede.

 

Nella prima lettura, tratta dal Libro del profeta Giona vediamo all'opera questo grande predicatore dell'Antico Testamento che su invito di Dio si mette a percorrere le strade della città di Ninive, per invitare tutti gli abitanti di essa a cambiare vita e condotta.
La risposta degli abitanti di Ninive alla predicazione di Gioia fu quella di bandire un digiuno, di vestire il sacco, quale segno esteriore di penitenza. Di fronte a questo atteggiamento nuovo di tutto il popolo: “Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”.
Come è facile comprendere da testo, quando c'è la volontà ed effettivamente si opera nella direzione giusta, il cuore di Dio si commuove e si muove a compassione di noi e viene ulteriormente in nostro aiuto e soccorso.

Sul tema della conversione è incentrato il Vangelo di oggi, tratto dal testo di San Marco. All'opera, in questo caso, troviamo Gesù stesso, quale perfetto predicatore, che inizia il suo ministero pubblico con la sua prima predica ufficiale, incentrata sulla conversione.
Era ormai il tempo di Cristo e chi voleva e vuole mettersi sulla stessa strada non doveva e non deve fare altro che aprire le porte del proprio cuore a Cristo.
I primi quattro del gruppo sono ormai sicuri e sono uniti sulla scia di Gesù. E' bello pensare che quattro giovani discepoli, forti della chiamata del nuovo Maestro, lascino ogni cosa e si mettano sulle sue tracce. Il Maestro avanti, come era prassi, e i discepoli dietro per attuare una vera e visibile sequela.
Questo episodio risulta tanto più significativo oggi, nel tempo della crisi di vocazioni sacerdotali che stiamo vivendo: è un invito a pregare affinchè tanti i giovani sentano la chiamata di Dio e si mettano alla sua sequela rispondendo alla chiamata alla vita sacerdotale, religiosa e missionaria.

Di fronte a questo discorso della conversione e della sequela, l'Apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Corinto, nella sua prima lettera rivolta a questa comunità, a rischio per l'immoralità che serpeggiava in quel luogo, esprime con chiarezza il suo pensiero in merito ad un radicale cambiamento della propria vita, nella prospettiva delle cose che verranno.
La consapevolezza che tutto è provvisorio di fronte all'eternità, spinge l'apostolo Paolo a raccomandare ai suoi cristiani di Corinto a vivere distaccati dagli affetti e dai beni terreni e a concentrarsi completamente sui beni eterni, in quanto passa la figura di questo mondo e si apre quella dell'eternità.

La sintesi delle letture di oggi è che siamo chiamati alla conversione permanente che dobbiamo attuare nella nostra vita di cristiani, specie nell’ormai prossimo tempo di quaresima: chiediamo quindi al Padre, che nel Figlio ci ha dato la pienezza della sua parola e del suo dono, di farci sentire l'urgenza di convertirci a lui e di aderire con tutta l'anima al Vangelo, perché la nostra vita annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani l'unico Salvatore, Gesù Cristo.

Lettura di domenica 21 gennaio 2018

III Domenica del Tempo Ordinario

 Vangelo : Mc 1, 14,20

Dal vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.