Per il 35°di fondazione

Per il 35° di fondazione

Leonida Paterlini

            L'idea di ornare la festa del nostro Santo Patrono con una serata corale di canto sacro, al riparo dalle luci e dal clamore di piazza, era già presente alla fondazione del coro, anche se il primoConcerto di San Giovanni, con questi  intenti precisi così come appariva nei titoli del pieghevole, è stato in occasione del 24 giugno 1987 (XV anno dalla fondazione).
Si può dunque affermare che ilConcerto di S. Giovanni, istituito per chiudere in festoso raccoglimento la solennità del Battista, giunge quest'anno (2008) alla trentacinquesima edizione.

Ovviamente anche iRagazzi Cantori, che delConcertone sono l'anima e l'espressione, compiono il loro trentacinquesimo anniversario di fondazione. Tappa importante: un terzo di secolo di attività ininterrotta è certamente un risultato considerevole. Basta dare un rapido sguardo retrospettivo, dalle prime incerte polifonie ad oggi, per rendersi conto del lungo e assiduo percorso di affinamento e di qualificazione che ha gradatamente portato a maturare la qualità vocale e la scelta specifica del repertorio.
Di questa maturazione ne è documento l'annualeConcerto di S. Giovanni, che in tutto questo tempo ha raccolto ciò che di meglio il coro ha prodotto.
Altra ricorrenza memorabile è il ventennale dell'entrata delle ragazze nella compagine corale (fino ad allora rigorosamente maschile). Fu questa una scelta sofferta, causata dalla carenza di ricambio delle voci acute, rivelatasi poi quanto mai propizia e salutare.

Ultima ricorrenza (non di importanza) è il terzo anniversario del maestro e amico carissimo Marco Arlotti alla cura e direzione deiRagazzi Cantori, avvenuta nel settembre 2005 e causata dall'improvviso ritiro del sottoscritto. La preziosa disponibilità di Marco, già organista della Collegiata e del coro dal 1982, sicuramente ha permesso al coro di proseguire il suo cammino, ma soprattutto attraverso il suo magistero lo porterà verso nuovi e proficui lidi.

Nel silenzio del mio forzato riposo spesso amo riandare col pensiero alla mia trentennale attività corale, indugiando sul lavoro svolto, sulle fatiche superate, sugli esiti ottenuti,  ricevendone sempre conforto e letizia.
Quanta strada fatta insieme! Molto l'impegno profuso per una vita di concordia e di unità di intenti, a maturare nella vocazione corale; molto abbiamo fatto: molte cose buone, alcune ottime. Cose che ormai sono sotto gli occhi di tutti.

Ma ora è diverso: il coro è più nutrito e di ottima vocalità, e con rinnovate energie ha iniziato questa sua terza vita. Ricordiamo però che noi, voi!, siete cantori di Chiesa, portati ad allietare lo spirito, non a suscitare applausi, per cui, cosa sarebbe l'Ave Verumdel grande salisburghese se chi la canta pensasse solo a Mozart e non al testo sublime che la sorregge!