I due Maestri

I due Maestri

Giorgio Veronesi

Non esiste musica nobile e musica plebea, ma solo musica bella e musica brutta.
Così , allargando il concetto ai cori , ci sono quelli che cantano bene ed altri che lo fanno male. Indipendentemente dal tipo di repertorio interpretato.

Questo ripeteva sempre Paterlini quando, verso la fine degli anni novanta,  si era messo ad incontrare con una certa frequenza il direttore del Cat Gardeccia, Arnaldo Graziani, scambiando con lui informazioni, confidenze, idee a proposito dei due cori di cui erano i direttori.
Arnaldo era all'inizio un po' intimidito nell'approccio col suo omologo, conscio dell'eccellenza a cui Paterlini aveva pazientemente e con costanza portato i Ragazzi Cantori. Temeva che il maestro Leonida considerasse il Cat Gardeccia, pur tanto antico di fondazione, un coro di bassa categoria, a causa del suo repertorio basato su canti di estrazione popolare (anche se nobilitati da armonizzazioni di grandi musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Dionisi, Belinelli, Malatesta, Pigarelli, Pedrotti….. e lo stesso Bepi De Marzi, ottimo organista ed autore di composizioni divenute piuttosto famose). Paterlini invece, come sopra riportato, rassicurava il collega sulla validità delle valide armonie di montagna e popolari. (Se eseguite bene…. come il Cat del resto stava facendo da sempre).
I due maestri si somigliavano per diverse caratteristiche: entrambi artisti polimorfi (pittori-disegnatori-scultori oltre che musicisti) e anche portatori di un carattere un po' introverso e schivo. Ma una volta rotto il ghiaccio,  la simpatia umana e professionale finì per prevalere sulle note del loro umano riserbo.

Il maestro Leonida fu prodigo di consigli umani e musicali ben recepiti con gratitudine da Arnaldo  che impresse un graduale rinnovamento alla musicalità ed al  repertorio del Cat introducendovi canti di nuovi autori moderni , senza comunque rinnegare i canti tradizionali che l'avevano reso noto e apprezzato in tanti anni di attività.
Paterlini confortò e appoggiò  anche la decisione di Arnaldo di introdurre nel suo coro alcune ragazze, che cantassero comunque nel rigo dei tenori , per rendere più argentina la sonorità di quel settore.
Gli fece anche dono dell'armonizzazione di un paio di canti (la struggente sua 'Ninna Nanna' e il 'Puer natus' di Viadana), espressamente eseguita per coro a quattro voci maschili.

I rapporti tra Leonida e il cat Gardeccia non si fermarono quando Arnaldo ci lasciò per raggiungere i Cori angelici: sempre volle essere informato dei nostri concerti, delle nostre trasferte, della frequenza alle prove, della nuova direzione di Mario, il figlio d'arte. Il maestro ben ricordava che le troppe assenze alle prove erano un cruccio abituale di Arnaldo (come per ogni maestro di coro), per la conseguente difficoltà di amalgamare bene e con costanza voci ed animi. Una buona affluenza  viceversa testimoniava del buon stato di salute del coro. Di  questa nuova primavera del Cat, nel suo avvicinamento al 60° anniversario della fondazione, Paterlini era molto contento, anche perché tra i componenti del coro amico c'era (e c'è) un buon gruppo di suoi ex-ragazzi di cui con discrezione ma vivo interesse ha sempre seguito i percorsi personali e famigliari.
A fine dello scorso ottobre il Cat Gardeccia fu invitato dall' Aerco, (associazione cori emiliano romagnoli a cui siamo iscritti assieme ai Ragazzi Cantori ), a tenere un concerto nella prestigiosa  Aula Absidale di Santa Lucia a Bologna. Fu eseguita tra l'altro la 'Ninna nanna', con notevole commozione di tutti nel cantare e poi nel rendere omaggio pubblicamente al nome dell'amico e maestro Leonida.
Qualche giorno dopo gliene parlammo col groppo in gola. Un paio di mesi più tardi  avrebbe riferito di quel concerto ad Arnaldo, su per le montagne ed i prati del Signore.