Carissimo Maestro

Carissimo Maestro

Chiara Reatti

Può sembrare una mancanza di rispetto da parte mia darle del "tu", eppure come si potrebbe dare del "lei" ad una persona alla quale ci si sente così legati?
Non mi sarei mai permessa di farlo prima, ma ora che sei rinato alla vita vera, quella in cui queste formalità linguistiche hanno, immagino, ben scarso valore, mi concedo questo privilegio.
Ci siamo conosciuti tanti anni fa, quando io ero ancora alle scuole elementari.
Il mio primo ingresso nel coro, "favorito" da Suor Benvenuta, non è stato però un grande successo: ero piccola e mi sentivo spaesata e terribilmente incapace, perciò dopo pochi mesi me ne sono andata.  Sicuramente la mia uscita, a livello musicale, non era stata una grande perdita per il gruppo, eppure quando, per puro caso, cinque anni dopo ci siamo reincontrati in Israele, tu ti ricordavi ancora di me! Non solo, ti ricordavi perfettamente anche che ero stata un Alto II, e hai saputo farmi sentire davvero importante quando, durante quella bella settimana in Terra Santa, più volte mi hai chiesto di rientrare nel coro.  
Io non ero molto convinta, continuavo (e continuo!) a sentirmi incapace:
"Ma Maestro, io non so cantare, e in musica non sono esattamente un genio!"
"Ma pensi che ti potrebbe piacere far parte del coro?"
"Beh, direi di sì"
"Allora tutto il resto si impara!".
E così eccomi ancora qua, dopo dieci anni!
Sono certa, in tutta sincerità, che se tu non mi avessi invitata a rientrare nel coro la mia vita sarebbe stata molto diversa, e decisamente più vuota.
Da quel momento in poi, giorno dopo giorno, ho potuto apprezzare la tua professionalità, la serietà e la passione che richiedevi e che per primo mettevi nell'attività musicale e nella cura del gruppo, ho riso per i tuoi buffi giochi di parole, le musichette allegre che suonavi tra un canto e l'altro, le battute sui tuoi capelli che non stavano mai in ordine…noi tutti, i tuoi ragazzi, le ricordiamo perfettamente e ci strappano ancora adesso tanti sorrisi.
Ora, dopo avere visto la dignità e l'inesauribile fede con cui hai affrontato la malattia, ultima grande prova della tua vita, è quasi superfluo dirti che i tuoi insegnamenti e la tua testimonianza di vita cristiana non saranno mai dimenticate da nessuno di coloro che, come me, ha avuto la fortuna di conoscerti. Nel mondo sono molte le voci, anche purtroppo restano spesso inascoltate, che ci parlano della vita come un "diritto", ma tu hai saputo andare ben oltre a questo: tu, senza clamore né ostentazione, hai sempre guardato ad essa come a un grandedono.
Un dono, quello della tua vita, che hai fatto a tutti noi, al coro e alla parrocchia di San Giovanni in Persiceto. Non resta dunque che proseguire con impegno la nostra attività corale, certi della tua presenza in mezzo a noi e del tuo sostegno, e dirti un grande, commosso e sincero "grazie".