Come sta Maestro?

Come sta Maestro?

Chiara Pellegatti

Il maestro era il mio nonno adottivo.
L'avevo adottato qualche anno fa quando avevo scoperto la bellezza di una chiacchierata con un nonno.
Gliel'ho chiesto davanti alla sala prove mentre stavamo chiacchierando e lui ha accettato.

Fiant aures tuae intendentes
in vocem deprecationis meae

Voce, voce, voce.
Penso sia la parola chiave della vita del maestro.
Voce, provata da piccoli tremando accanto alla tastiera in sala prove cercando di intonare timidamente un'Alleluia in tonalità diverse.
Voce in coro, indispensabile alla creazione di un'armonia emozionante.
Voce di una guida che ci correggeva, esortava e rimproverava.
Voce che negli ultimi anni era diventata ciò che gli permetteva di riconoscerci voltato di spalle prima di vederci.
Voce di una fede vissuta, sentita, creduta fino all'ultimo respiro.

Mi piaceva la sua semplicità.
In verità la invidiavo.
Collegamento diretto tra emozione ed espressione della stessa emozione.
Quando cantavamo a casa sua e si emozionava piangeva.

E' difficile concepire l'idea di definitivo.
Non incontrarsi più definitivamente, almeno qui.
Complesso.
La fede facilita, ma spesso non riesco ad avere la fede che vorrei.
Paterlini, penso sia stato in effetti maestro in tante cose.


Speravit anima mea in Domino
magis quam custodes auroram 

"Come sta, maestro?"

"Sto seduto!"