Caro Efrem, mi dispiace...

Caro Efrem, mi dispiace...

Marco Caretti

 

"Mi dispiace di morire ma son contento, son contento di morire ma mi dispiace" . . . . .tu alla pianola che come un personaggio di Petrolini saltelli e fai le smorfie, suonando e canticchiando questo motivetto, poi con la seconda strofa  "son compace di morire ma mi dispiento, mi dispiento di morire ma son compace. . . ." e noi giù a ridere.
Ci chiamavi "branco di porci" con un ghigno divertito e capivamo che voleva essere un complimento. Era peggio quando invece il "branco di porci" era più deciso, arrabbiato, e allora si rideva meno, anche quando al culmine dell'arrabbiatura volava Cornelio, il fido diapason, verso il malaugurato di turno.
Ti arrabbiavi con noi ogni tanto, ma poi non così tante volte, per questo ce le ricordiamo.
Mi ricordo anche quando con la bocca storta e la voce acidula imitavi Bracardi, lanciando un "chettefrega.  . . chettttttefreeeeegaaaaa" con la eeee tremolante. E io che ridevo, perché adoravo tutti i personaggi di Alto Gradimento e Bracardi in particolare.
Era tanti anni fa. I cantori di oggi non sanno nemmeno di chi parlo, e questo è preoccupante (per me).
Anche gli scherzi col dito monco, appoggiato al naso a mo' di dito scaccolatore, e noi che si rideva. . . . e i giochi di parole : "Bando alle ciance . . .ciancio alle bande", oppure "A chi vuole intendere intenda, gli altri in roulotte". Stavamo per iniziare un concerto del 24 Giugno, io curiosavo dalle parti dell'organo e tu stavi dando le ultime istruzioni a Bovina l'organista e saltasti fuori con questo calambour di parole . . non l'avevo mai sentita prima e io l'ho fatta mia, usandola come gioco di parole preferito per anni e anni.
Quanti ricordi della mia giovinezza. Eri bravo a colpire nel segno, a capire e interpretare l'animo di ognuno di quei ragazzetti che senza saperlo stavano creando una cosa molto più grande di loro: "il coro degli angeli". Fu la mia mamma a dirmelo dopo una Messa della notte di Natale di tanti anni fa : "stanotte ho sentito cantare il coro degli angeli".
Me lo ricordo ancora e adesso mi viene il nodo alla gola, quello che non mi venne all'epoca perché non capivo, perché non sapevo.
Le strade della vita ci separarono, ma quando qualche anno, anzi parecchi anni dopo, mi trovai in mezzo alla mischia a cantare un Alleluia di Haendel celebrativo di non so quale ". . .esimo", mi prendesti da parte e con un sorrisetto malizioso mi dicesti "sai che ti ci vedo bene lì in mezzo, ma non voglio dirti niente", a me, proprio a me, già abbondantemente fuori età per essere ancora considerato "ragazzo", in rotta col canto corale e pieno di altri impegni. Accettai la sfida. Avevi colpito ancora una volta nel segno e nell'anima.
E allora, un po' irriverentemente, stavolta mi vendico, stavolta non mi freghi più, stavolta non piango e ti voglio immaginare nell'ultimo viaggio intanto che San Pietro apre la porta del Paradiso, un angioletto (?) con un codino e due piccole corna che seduto ad una pianola suona scanzonato un papapapapapaaaaaa zum-pa zum-pa pa ppaaaaaa e tu che saltelli e ti agiti su una nuvola bianca come una macchietta a metà strada tra Toto' e Projetti . . . . .poi ci guardi dall'alto . . . . . ridi.  . . . . . .ti allontani . . . . . . e te ne vai . . . . canticchiando . . . . .  "mi dispiace dimorire ma son contento,son contento di morire ma mi dispiace. . . . son compace di morirema mi dispiento, mi dispiento di morirema son compace. . . .mi moracesoncontire mi ma dispiento,dispiace consontirema mi son tace . . .son contare di morenco ma mi dispire,mi dispire di contenco,ma mi morire. . . .