CRONACHE FABRIANE

Eccoci qui a raccontare una nuova ed esaltante avventura corale in terra marchigiana. Come la precedente, riferimenti a fatti e persone realmente esistenti sono assolutamente voluti.

Il ritrovo questa volta è alle 13.45 ; c'è chi arriva direttamente dal lavoro,chi da scuola,tutti un po' trafelati ma incredibilmente puntuali. Gallo ha detto che si parte tassativamente alle 14 ed alle 14.05 siamo in marcia.

Fido compagno delle nostre trasferte è Monny viaggi, ovvero Daniele Monari,che darà prova di grandissima abilità nella guida di Pullman in montagna.

Il viaggio procede secondo tabella. L'Hotel pineta dove alloggiamo è ad una ventina di km da Fabriano e ,scopriamo presto anche piuttosto in alto, diciamo tra le montagne. Passiamo attraverso strette stradine che tagliano piccoli paesi di collina, strade che si fanno sempre più strette e sempre più ripide. Ad un certo punto la strada è davvero in salita e piuttosto stretta per un pullmann, ci guardiamo tutti un po' perplessi e ci chiediamo come potremo mai riuscire a salire. Per altro ,proprio di fianco, all'inizio di una  strada tranquilla e pianeggiante ci appare il cartello "Hostello" mentre quello dell'Hotel pineta punta inesorabilmente verso l'alto. Qualcuno chiede:

"E se andassimo all'Hostello? "

Ribattezzato anche come "Ostello di Gallo".Dovete infatti sapere che Gallo quando canta è famoso per mettere una bella "h" aspirata davanti alle vocali.Per cui sono famosi i suoi "halleluia" e "hora pro nobis", di conseguenza "Hostello" ci sembra un chiaro segno della Provvidenza. Monny però, stupisce tutti con effetti speciali,una manovra in più e affronta curva e salita, arrivando dritti dritti all'Hotel Pineta,che ha l'"h" comunque, anche senza Gallo. 

Attendiamo che ci vengano date le camere. E' tutto tranquillo a parte il cane dell'albergo che è entrato nella hall  e sta spaventando a morte il Presidente, che tenta disperatamente di attaccarsi al muro e mimetizzarsi con la carta da parati, sperando di non farsi notare da lui.

Ci sistemiamo nelle camere ma dopo pochissimo tempo è già ora di tornare in pullman e dirigerci verso Fabriano,dove canteremo la sera stessa. Abbiamo però abbastanza tempo per scoprire che ci sono un po' di animaletti,che probabilemte a causa del fatto che siamo immersi tra alberi, entrano nelle camere. Noi  troviamo solo qualche piccolo insetto non meglio classificabile,dalla forma che mi ricorda un po' i trilobiti. La Maura, comunque, in un minuto ha annientato qualsiasi altra forma di vita non fosse benvenuta nella nostra camera,facendo quasi piangere l'Alle, sconvolta da tanta violenza. Quando ci ritroviamo sul bus c'è in effetti chi nella camera ha dei grilli,alcuni ragni e chi, addirittura, uno scorpione nella doccia. Ma chi l'ha trovato non è una cantore qualunque ma bensì è la Rea,per cui in meno di un minuto una task force di pronto sterminio insetti arriva nella sua camera. Qui ci vorrebbe la Pele che mima lo scorpione , ma tenterò di descrivere la scena come meglio posso. L'ignaro scorpioncino sta bellamente nella doccia quando arriva Bovo che tenta di anneggarlo nello scarico della doccia; peccato però, che i fori della doccia siano troppo piccoli e nemmeno ci passi. Allora viene il turno del Capitan Gardosa che, nonostante lo scorpione utilizzi le sue chele per difendersi, adotta la tecnica del  colpo secco e lo fa fuori in men che non si dica.

 

Di nuovo in marcia quindi e, dopo la retro formidabile di Monny per uscire dall'albergo, arriviamo dopo una mezz'oretta a Fabriano.La chiesa è moderna, dotata di un bellissimo altare che ha  come basamento una quercia vera ed è, di fatto, un enorme tavolo di legno. Bello.  lo spazio vitale per il coro dietro l'altare però è davvero poco e siamo stretti. Le voci non sono delle migliori, alcuni di noi si sono ammalati da poco o sono ancora ammalati o hanno comunque mal di gola. Tra i più fortunati c'è anche chi ha preso l'antibiotico e ha avuto delle pseudo-convulsioni il giorno prima (Giulio), ma sfidando i bugiardini dei farmaci, ha continuato a prenderlo. Ogni tanto lo controllo ma sembra in realtà stare bene. A questo punto però, Giulio viene probabilmente preso da un istinto che è, in parte da piccolo chimico ed in parte di sfida verso i bugiardini farmaceutici. Mi chiede se può prendere l'Oki col vino, gli dico solo di stare attento perché di fatto potenzia gli effetti l'alcool. Scopro poi che sta andando in giro a dire che io gli ho consigliato di prendere l'oki assieme al vino, ma ovvio chè un vile tentativo di ubriacarsi in maniera non autorizzata col beneplacito di sua moglie e di un medico. E' comunque da qui che inizia il viaggio di Giulio nel magico mondo dell'Oki+vino che ,scoperti i mirabolanti effetti di tale cocktail ,viene colto da una dipendenza da sostanza e minaccia di mettere l'oki ovunque : spargerlo sulla pasta,nella carne,sul créme caramel,sciolto nella grappa. Forse l'abbiamo perso,ma speriamo di no.

Il concerto inizia che sono quasi le 21.30 perché parlano tutte le autorità costituite, ogni volta è un falso allarme,c'è sempre qualcun altro che prende il microfono per parlare. Finalmente è il nostro turno. Il concerto è lungo ma procede bene anche se siamo tutti un po' stanchi eseguiamo questo programma:

I parte: Coro a cappella

J. Busto (1949) Ave Maria
P. Lukaszewski (1968) Ave Maria
F. Gruber (1787-1863) Stille nacht
L. Paterlini (1928) Ninna nanna
M. Lauridsen (1943) O nata Lux
J. P. Sweelinck (1562-1621) Hodie Christus natus est

II parte Organo

A. Gabrieli (1510-1586) Ricercare Arioso II°
F.J. Haydn (1732-1809) Quattro pezzi (per orologio meccanico):
"Minuetto" "Vivace" "Allegro moderato" "Marcia"
G. Gherardeschi (1759-1824) Rondò in Sol Maggiore

III parte Coro a cappella

A. Desenclos (1912-1971) Salve Regina
L. Molfino (1916) Tota Pulchra
J. P. Ostendorf (1944) Salmo 67
A. Lotti (1666-1740) Crucifixus
A. Gabrieli (1510-1586) Maria Magdalene
C. V. Stanford (1852-1924) Coelos ascendit hodie

 

Finiamo che sono le 23.30 e come rinfresco ci aspettano delle buonissime penne al sugo appena cotte e dei buonissimi panini con lonza e salame, che aiuteranno anche il Martin ed Amadio ad affrontare l'indomani anche le salite più impervie. Da bere invece ci sono solo botttiglie d'acqua e  vino rosso del contadino. Quel vino corposo,in bottiglie di vetro,fatto dal vignaiolo,che non riesci a capire che gradazione ha perché non ha l'etichetta, ma sai che sicuramente ne ha molti. Ed è in questo momento che Giulio inizia i suoi esperimenti.

 

SABATO

la sveglia suona troppo presto, alle 9, nonché la Maura ,pensando dovessimo fare anche la doccia, inizia a parlarci alle 8. Peccato che io e Lalle la ignoriamo. Io ho i tappi e sento solo un  suono lontano, per cui penso che stia parlando con qualcuno e non me ne curo. Scopriamo poi, che in realtà la Maura stava semplicemente tentando di parlare con noi. Andiamo a fare colazione tutti assieme e facciamo quattro chiacchere,come al solito il tempo è poco perché oggi si va  a Loreto.  Arrivati a Loreto nella piazza davanti al Santuario assistiamo ad una scena incredibile. Una ragazza con un microfono sta cantando "laudato sii o mi signore" costringendo una serie di anziani ad accompagnare il canto ondeggiando le braccia,dopo pochi minuti se ne vanno sempre cantando,lasciandoci un po' attoniti ,un po' inquieti, da una scena che ci sembra un tantino forzata.Noi  siamo partiti in pullman mentre Amadio e il Martin si sono lanciati in un vero pellegrinaggio andando a Loreto in bicicletta; in perfetta tenuta ciclistica con i vari sponsors tagliano la linea del traguardo e andiamo loro incontro per documentare questo momento. Appurato che sono vivi e in buone conzione fisiche andiamo a fare l'aperitivo. E' qui che nasce ufficialmente la "Compa dello Spritz" e l'Alle diventa la nostra "donna aperitivo". Ci riempiono di salatini,che ovviamente polverizziamo, e ci dirigiamo verso il "Tacabanda" , ristorante in cui abbiamo prenotato.

Come avrete notato, c'è una buona quantità di tempo che il coro passa a cantare ed un'altrettanto buona quantità di tempo che il coro passa a mangiare.

Finito il pranzo è ora della Messa nella cripta ma prima visitiamo il Santuario,la Santa grotta di Betlemme e cantiamo davanti a questa il "Dixit Maria" di Hassler.

La Messa prevede anche la celebrazione di alcune Cresime di adulti. Noi, come fa notare il Frate celebrante, portiamo in dotazione un parroco, un diacono,  corale ed un chirichetto. Non male.

Torniamo veloci verso Campodonico , dove alloggiamo ,per la cena. Finita questa, decidiamo di fare la  riunione che abbiamo in mente di fare da un po'. Ci sono alcune situazioni che il coro deve risolvere per crescere e migliorarsi, discutiamo di come curare il gruppo,gli aspetti tecnici e dei vari abbandoni avvenuti e annunciati del coro. La dicussione è  piacevole, ci si confronta sempre con grande rispetto, si parla apertamente, a volte ci si capisce a volte no ma si sviscerano questioni importanti e alla fine credo che ognuno di noi sia contento di questa occasione di trovarci davvero tutti.La discussione è di fatto seria ma ovviamente c'è spazio per qualche risata, di tanto in tanto. Mi permetto però di segnalare una "perla"  del Presidente, che commentando le battute che si fanno tra i bassi sulle rispettive pance ,ammette candidamente di essere anoressico. Seguito immediatamente da un :

"Jenny perché ridi???!!!".

Qui va detto che il Presidente non ha, fortunatamente, un BMI tale da essere considerato proprio sottopeso e tutto il coro esplode in una fragorosa risata.Non solo io.

La serata si conclude con un pigiama party della nuova nata "Compa dello Spritz" ,che ha ovviamente come presidente onorario l'Alle, nella mansarda delle Cotti sisters. Quattro chiacchere e qualche grissimo alla pizza offerto dal Martin ( che non ha però partecipato) e si fa davvero l'ora di andare a nanna perché anche di Domenica mattina ci si alza presto.

DOMENICA

 Alle  8.30 bisogna  fare colazione, per cui   alle 8.00 suona inclemente la nostra sveglia con il pavarottiano "Nessun Dorma" fornito dal buon Aleo. La sveglia di un corista, d'altronde, deve avere un certo stile.

Colazione nella bellissima sala dell'albergo e via verso Ancona.

Arriviamo ad Ancona verso le 11.00, è una bellissima giornata e il mare ci accoglie sorridendo. Al porto di Ancona vediamo alcune navi da crociera, che suscitano un'invidia plateale e scatta la proposta di fare la prossima trasferta del coro su una bella nave come quella. Nel centro di Ancona  sale , nessuno capisce come, nessuno capisce da dove (varie ipotesi vengono fatte a riguardo), una componente del coro di Ancona che ci fa una spiegazione da vera guida di quello che vediamo. Giungiamo alla chiesa sul monte che dovremmo visitare, un duomo molto antico e molto bello. Dico dovremmo perché , dato che è appena iniziata la messa  e il parroco locale ha un addetto alle porte, un vero e proprio buttafuori, costui ci dice che non possiamo entrare e anzi aggiunge :

"Che nun potete andà a vedè il museo?".

Non è proprio la stessa cosa. Poi, il Direttore  Marco dice che chi non ci ama non ci merita per cui ce ne andiamo,anzi sosta di mezz'ora nei bagni pubblici vicino la chiesa. E' qui che ci raggiungono Caretti,sua moglie Giorgia, la Canna e Graspa, venuti per il concerto di oggi pomeriggio. Lo so, non è un gran punto di ritrovo ma pazienza. Andiamo quindi a zonzo per Ancona cercando una chiesa in cui andare a Messa. Arrivati alla prima sulla lista dobbiamo tornare indietro perché ci sono le Cresime. Giungiamo allora in una chiesa moderna. Non sappiamo bene se dobbiamo cantare o no, è  tutto molto improvvisato e ci sono un po' di cose che ci sfuggono ma appena inizia l'omelia tutto si fà più chiaro. Il sacerdote con un chiaro accento marchiggiano ricorda un po' Montesano e un po' Funari e, commentando il brano del vangelo sul fatto se sia lecito o no ripudiare la moglie , si lancia in un' omelia appassionata. L'oggetto della critica è la facilità con cui la gente si sposa in chiesa,la quantità eccessiva di denaro che viene spesa per i fiori,il servizio fotografico,etc..tutto enfatizzato da un "Ma che ca….". Diventa presto un mito. Ci fa molti  complimenti e ci ringrazia per avere portato musica in quella chiesa dove dice che di solito la Messa è muta.

Si è fatta l'ora di pranzo che ci è offerto dalla corale di Ancona che ci ospita per il concerto nella Chiesa della Madonna della Misericordia.

Il ristorante è carino, veniamo però divisi in 2 tavolate in 2 sale separate. Ovviamente "i giovani" e "i meno giovani" ma con qualche eccezione. Il menu è  a base di pesce ma è stato previsto anche un menu alternativo per quelli che non lo mangiano. Ora, pensando ci fosse solo l'orata al cartoccio, Giulio mette in crisi la cucina rifiutando il riso alla pescatora pensando non ci fosse pesce dentro e scombussola tutto l'ordine dei piatti.

Nella mia tavolata tutto scorre abbastanza tranquillo, a parte qualche figuraccia coi camerieri,fino al caffè quando scopriamo che su ogni bustina da zucchero c'è scritta una poesia e scatta il momento declamatorio. Si aggiudica il premio per la poesia più improbabile :

 

"Nel mio pancino" di Kevin B.

Lo zucchero bianco come la neve,
è brillante come la luna.....
E' dolce come un pasticcino.
Lo zucchero, leggero come un granellino di sabbia.
Mi piace lo zucchero e quando lo mangio finisce nel mio pancino.

 

Siamo davvero sazi e ci chiediamo come faremo a cantare di lì ad un paio d'ore, ed in effetti il branzino, (infatti non è un'orata ma c'è anche chi sostiene fosse sgombro), un po' si farà sentire.

Arriviamo poco prima delle 16 alla chiesa del concerto; una chiesa moderna, bella a mia avviso e particolare con le canne dell'organo in bella vista ed un'acustica  peculiare, con un riverbero molto lungo. Proviamo qualche canto, la stanchezza è palpabile, c'è chi non vede alcuni gradini e scivola rovinosamente per le scale, per fortuna senza grosse conseguenze se non, probabilmente,molti ematomi diffusi, specie sulla natica.

Alla fine ci siamo tutti tranne i giovanissimi delle prime file che non riescono a tenere i ritmi corali davvero molti intensi di questi giorni e si ritirano ,tranne l'inossidabile Caterina, che resiste stoicamente.

Prima di noi il coro di Ancona che ci ospita esegue alcuni canti ed alcuni ci suonano molto familiari. Uno è il nostro "Salga a te Signore", l'altro è il Panis Angelicus cantato dalla soprano solista del coro. Dopodichè, arriva il nostro momento, 10 canti di fila,senza interruzioni né presentazioni, tutto d'un fiato perché bisogna  finire prima che inizi la messa delle 18.30. Cantiamo con la luce d'atmosfera, ovvero si spengono quasi tutte le luci e siamo, di fatto, al buio. Il programma è questo:

 

J. Busto : Ave Maria

P. Lukaszewsky : Ave MAria

F. Gruber : Stille Nacht

J.P. Sweelinck : Hodie Christus Natus Est

W.A. Mozart : Ave Verum Corpus

A. Desenclos (1912-1971) Salve Regina

L. Molfino (1916) Tota Pulchra

J. P. Ostendorf (1944) Salmo 67

M. Lauridsen : O Nata Lux

L. Vierne : Kyrie della "Messe Solennelle"

 

Nello "Stille Nacht" rischiamo moltissimo. Uno dei tenori invece di cantare "und nah.." dice "unz nah". Giulio affermerà in seguito di aver addirittura capito "strunz" ,ma comunque sia, io e l'Alle scoppiamo assolutamente a ridere cercando di trattenerci il più possibile. Poteva essere un vero disatro ma la fortuna vuole che ci siano ancora alcune battute di assolo delle voci scure prima del nostro ingresso nel canto e nel mentre riusciamo, davvero con fatica, a riprenderci. Tragedia sfiorata per un soffio.

Arriviamo all'ultimo pezzo, il "Kyrie" della "Messe Solennelle" di  Vierne con il fidato  e bravo Lorenzo Antinori che ci accompagna all'organo. Il canto è trionfale ed alla fine ci sono applausi a scena aperta,chi si alza in piedi, chi si è commosso e chi..ci lancia caramelle. Come nelle nostre domeniche persicetane di Carnevale, alle premiazioni dei carri mascherati, iniziano a pioverci addosso caramelle. Alle prime non capiamo bene,vedo qualcosa di non troppo definito che arriva verso di me ma non realizzo cos'è finchè non atterra e vedo la caramella ai miei piedi. Il gettito continua e presto tutti si accorgono dell'insolito tributo, dopo poco capiamo che l'artefice dell'omaggio è il prete locale che si è appostato di fianco a noi. Da qui in poi verrà affettuosamente ricordato come "Don Caramella" (paternità di Bovo). Lasciamo alcuni libri su Persiceto all'assessore di Ancona e  a nostra volta ne riceviamo  da lui. Il Presidente fà poi omaggio di una copia del nostro Cd a don Caramella che ricambia abbracciandolo fraternamente .

A questo punto l'ora è tarda e stanchi sono i cantori ,per cui giunge il momento di salire sul pullman e intraprendere la via di casa. In  questo viaggio Bovo dà il meglio di sé con una serie di barzellette demenziali non da poco, ma riportarle tutte sarebbe troppo lungo, per cui rimarrà una fortuna riservata solo ai presenti in quel momento. La Canna invece tenta di propinare a tutti un gadget con un piccolissimo adesivo fluorescente di padre Pio da attaccare al cellulare, ma nessuno sembra apprezzare.

Alle 21.15 è l'ora della sosta in autogrill,incredibile ma vero riusciamo ancora ad aver fame.

In Autogrill vediamo una cosa curiosa. Ci sono due strani figuri incapucciati. Sono accompagnati da un prete cattolico ma hanno le tuniche grigie con una specie di giglio fiorentino sul petto,uno spilletta della Madonna sul braccio,un rosario che pende dalla cintura e gli stivali da cavallerizzi. Nessuno, nemmeno Don Giovanni sa di cosa si tratti per cui "il mistero non è ancora risolto",come direbbe Giacobbo.

Alle 22.30 puntuali come svizzeri arriviamo nel piazzale del pattinaggio,sopravvisuti all'ennesima trasferta marchigiana, stanchi ma felici.