Presentazione del Concerto Immensità ed Eterrnità

Presentazione del concerto Immensità ed Eternità

Don Marco Cristofori

Tenebres di Oliver Messiaen

1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso... (Gen. 1, 1-2).

45A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 46 Verso le tre, Gesù grido a gran voce: «Elì, Eli, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».(Mt. 27, 45)

21«In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà»... 26 «È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. 27 Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: «Quel che fai, fallo presto». 28 Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse detto così... Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed erano le tenebre. (Gv. 3, 20-30)

Ogni volta che le tenebre entrano nel cuore di un uomo, anche di un solo uomo, come sono entrate nel cuore di Giuda, ecco che le tenebre tornano a coprire tutta la terra, si torna al caos, al vuoto e alla desolazione da cui non può venire nessuna fecondità. Ma il Signore rfssa un tempo alle tenebre). Fino alle tre del pomeriggio, e un tempo alla morte, tre giorni, non oltre, e dalla morte di Gesù le tenebre escono sconfitte. L'amore le ha vinte, l'amore di Gesù, un comandamento antico, creato nel cuore di Dio dal dal principio.

Marche da veilleur de nuit di C. M. Widor

1Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. (Mt. 25, 1-4)

Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione>>. (Lc, 22, 39-46)

"Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l'ora." Vegliate, attenti a non cadere nelle insidie della notte, a non entrare in tentazione, a non abbandonarvi al dolce sonno dell'irresponsabilità. Vegliate come chi arde di desiderio per lo sposo, e alimenta la sua attesa con l'olio della perseverante carità. Vegliate nella gioia, nella danza, senza interrompere mai il cammino, perché certo lo sposo arriverà, non verrà meno alle sue promesse.

Preludio e fuga in si minore di J. S. Bach

Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «l1 Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati . (Mt. 17, 21-23)

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Gv.3, 14-17)

Io non voglio che si canti la Croce solo come pena di Dio. Né come esaltazione di un palo che appartiene solo ai romani. Il supplizio della Croce non è solo un dolore vero ma è una verità e questa verità trapela solo attraverso il legno. Il legno è poroso, è un canto. E io su questo legno ho scritto i Vangeli la Croce è scrittura, l'urlo della Croce non è altro che un'ivocazione assoluta dei cieli.

Incantation pour un Jour Saint di J. Langlais

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo. (Gen. 1, 3-5)

4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta. (Gv. 1, 4-5)

12Di nuovo Gesù parlò loro e disse: <<Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».(Gv 8)

A te che sei la bianca aurora del mattino di Pasqua dopo la notte angelica.
Tu che batti alle porte del regno del cuore
Tu che hai atteso vivendo della fame e della sete di Dio
Tu che non piangi non menti e sei gravida di tutte le cose umane,
sorgi immacolata aurora di Pasqua
come tutti gli effetti della primavera che hanno preso vita in te
come sei bella!
Bella perché la notizia di Dio ti ha così folgorato
ti ha reso onnipotente, e comunque tu calpesti questa terra piena di sangue e di miti
e comunque tu non ci degni neanche di uno sguardo
perché sei andata ben oltre tutte le facili ricognizioni umane
Aurora di intelligenza angelica, tu sei un commento alla forza di Dio
E sei così umile nella tua grazia
Nessuno potrebbe toccarti nemmeno l'antichissimo demonio.

Dom zu Speyer di 0. Jiantchenko

Ti ordino, uomo di Dio, di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, tino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l'immortalita e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha visto né può vederlo.
A lui onore potenza per sempre. Amen.
(1 Tm. 6, 11-l6)

L'eternità entra nel tempo, ciò che era infinitamente perfetto si incarna nella nostra debolezza e provvisorietà per renderci perfetti in Lui. Il tempo ora non è più un mostro che divora la nostra vita ma un cammino di occasioni per incontrare il nostro destino definitivo, un destino di bellezza e di pace.

0 Filii et Filiae, offertorio pasquale di N. Hakim

25Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore, vivrà; 26chiunque dive e crede in me, non morirà in eterno. (Gv. 11, 25-26)

Vivere e credere in Gesù è il nostro orizzonte, il cammino di senso che ci nutre nel profondo. Testimoni della Risurrezione di Gesù, siamo portatori della sola speranza che può salvare ogni uomo. Senza speranza, senza una speranza certa non e sopportabile una esistenza consapevole. Non è sopportabile la vita, così gravata dal dolore. Senza Gesù, senza questo Gesù Crociñsso, straziato dall'amore per noi non ha alcun senso l'uomo. Senza Gesù tutto è vano, perché in Lui abbiamo trovato ogni pienezza.