Presentazione del Concerto Per Crucem ad Lucem

Presentazione del concerto "Per Crucem ad Lucem"

Don Marco Cristofori

Introduzione

La mia carne riposerà nella speranza .
Arrivare al mattino attraversando la notte, arrivare alla luce attraversando la morte. Davanti a Gesù Crocifisso per trovare speranza. La speranza che vuole emergere nei nostri cuori, vincendo la sensazione di avvilimento che il nostro tempo ci oppone, è un atto di fede davanti a Gesù crocifisso, è un' attesa di bene saldamente fondata, è fiducioso affidamento a Gesù salvatore. Si inizia il cammino fondati nella certezza della meta, infatti ciò che si spera se visto non è più speranza; camminiamo nella gioia, la gioia che si trova nella tranquilla certezza della speranza ((Agostino).
Dal Dio-uomo al Crocifisso-risorto, viene a noi l'esigenza di credere l'ncredibile, di amare il non-amabile e sperare l'insperabile.

7Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. 8Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del sud popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. 9E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».

Alleluia

Commento 1

Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo...
In ogni tempo, per ciascuno di noi, per le nostre comunità, per la chiesa, la tentazione più seducente e pericolosa è, sotto varie forme, la stessa: essere abbagliati, attirati da una potenza che non è quella di Dio svelata e narrata da Gesù Cristo, e rifiutare la debolezza quale spazio in cui Dio si manifesta e si consegna agli uomini ...in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

1O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate; e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. 2Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. 3Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. 4Ecco, l'ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni.
6Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. 7L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. 8Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. 9Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Nos autem

O Crux ave spes unica

Commento 2

Ti adoro devotamente, Dio nascosto,
che sotto queste sembianze a noi ti celi.
A te tutto il mio cuore si sottomette
Perché nel contemplarti tutto viene meno.
La potenza di Dio non è quella immaginata dagli uomini ma è potenza nella misericordia, potenza nell'amore, potenza nell'abbassamento, potenza nella logica della croce, l'atto supremo in cui Dio ha voluto manifestarsi ed essere raccontato. Adorare vuol dire portarsi la mano alla bocca in un gesto profondo stupore. C'è uno stupore più grande che l'amore di Dio? E così si rivela la sua potenza: Dio ha compassione di tutti, perché tutto può (Sap 11,23). E' vitale allora tornare al mistero paradossale della Parola della croce, mistero centrale della nostra fede, che contempliamo consapevoli che non riusciremo mai a comprenderlo adeguatamente, né tanto meno a viverlo. Ma nell'adorazione ci nutriamo di questo stupore salvifico.

1Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. 2Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te.
3Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore dal tuo sorgere.
4Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. 5Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti 19Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. 20Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna

Ubi caritas.

Adoro Te

Commento 3

Padre santo, per attuare il tuo disegno di amore, Egli si consegnò liberamente alla morte.
La morte in croce di Gesù è l'esito di una esistenza vissuta nella libertà e per amore degli uomini. Nella libertà e per amore: ecco come la follia della croce è diventata potenza di Dio e sapienza di Dio. Gesù è stato fatto peccato per noi, si è mostrato Messia perduto, annoverato tra i peccatori, agnello senza voce, vittima fra le vittime della storia.
La croce è il patibolo impuro, chi vi sale è anathema, rigettato da tutti, chi vi muore muore fuori dalle mura della città santa, là dove Dio è ritenuto assente. La croce è follia, stoltezza, scandalo. La misura di questa follia rivela la potenza di Dio nell'amore, distrugge la sapienza dei saggi, e l'intelligenza dei sapienti, ci fa vedere Dio.

13Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. 14Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -, 15così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti al lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato è comprenderanno ciò che mai avevano udito.
1Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? 2È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. 3Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio pilato

Eli Eli

Stabat Mater

O vos omnes

Commento 4

In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è, nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
Il dolore di Maria è la voce profonda del suo intimo, ma il grido del suo cuore non affiora. La nostra compassione lo immagina, ma la storia non lo ricorda, così come?non si ricorda il dolore di un parto. Il pianto accompagna il cammino di ricerca di Dio, come sarà per la Maddalena che piange cercando Gesù nel giardino, ricerca vana se si cerca un morto. Ma solo la gioia abita il cuore di chi si è lasciato illuminare dalla Risurrezione di Cristo. Il buio si squarcia una volta per tutte. Molte oscurità potranno calare di volta in volta sulla nostra vita, ma nessuna potrà sopraffare la luce del Risorto. Colui che ha vinto la morte ha vinto anche la morte del mio cuore.

4Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. 5Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
6Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. 7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. 8Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. 9Gli si diede sepoltura con gli empi, cori il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. 10Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.11Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. 12Perchè io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.

Maria Magdalene

Haec dies